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Diego Costa
la follia di un talento


Diego Costa è nato il 7 ottobre del 1988, a Lagarto, che in portoghese significa “lucertola”, un paese che si trova nell’entroterra del Sergipe affacciato sull'Atlantico. Fino ai quindici anni, ha giocato per strada e tutte le persone vicine affermano da sempre:

"già da ragazzino era il più forte e il più competitivo, capace di risolverla a pugni se non vinceva."
.

Le frasi sentite, riguardanti la sua prima fase di vita, non sono di certo incoraggianti.
"Era un buon giocatore ma aveva un carattere esplosivo"

"Se non gioca a calcio, diventerà un diavolo"

Come se quel serpente velenoso, che si introdusse nella sua culla all'età di due anni, l'avesse morso lasciandogli dentro quel veleno che si porta ancor ora in campo.

diegocosta

Proprio sul campo, le follie di Diego Costa si sono ripetute più e più volte, le risse sul campo si sono alternate a comportamenti scorretti ed antisportivi che ne hanno fatto uno dei calciatori più odiati di tutti i tempi.
Gli avversari lo temono, ma al tempo stesso lo rispettano. La ferocia e l'agonismo che mette in campo gli hanno permesso di diventare uno dei migliori bomber dei campionati europei ed esplodere con l'Atletico Madrid nella stagione 2013/14, segnando 27 reti in 35 presenze.
L'ottimo campionato disputato attirò l'attenzione di molte big ma il Chelsea fu più lesto ad accaparrarselo.
Le tre stagioni disputate fino ad ora a Londra sono state discrete, arrivando sempre in doppia cifra ma non riuscendo mai ad imporsi come giocatore davvero determinante.

Le reti segnate nella sua carriera sono andate di pari passo con le espulsioni rimediate, molte delle quali per più turni ed a causa di comportamenti violenti o antisportivi.
Per citarne una, la scorsa stagione, per un presunto/tentato morso a Barry (calciatore dell'Everton), rimediò una lunga squalifica ed una pesante multa dalla federazione inglese.
I suoi atteggiamenti al di sopra delle righe, dal campo si sono ben presto trasferiti fuori, portandolo ad accese diatribe con l'attuale tecnico dei Blues, Antonio Conte. diegocosta

L'addio al Chelsea

Il rapporto con Conte, oltre a non essere mai sbocciato, si è logorato col tempo.
All'inizio della scorsa stagione, il giocatore aveva espresso la volontà di voler tornare nel club di Madrid e di essere allenato da Diego Simeone. L'unico che riuscì a valorizzarne il talento.
Tale volontà, come ben si può immaginare, non fu cosa gradita al tecnico, che in un primo momento lo mise fuori rosa, facendogli saltare la tournèe estiva. L'importanza del giocatore per la squadra, lo fece reintegrare in rosa ed una chiarificazione con Conte sembrò aver rimesso le cose apposto.
La quiete durò solo fino a novembre, quando l'interesse di club cinesi, con proposte da capogiro, fece vacillare l'attaccante ed indispettire la società.

La mancanza di sostituti all'altezza permise di ricomporre ulteriormente la situazione, ma ecco che al termine del campionato succede nuovamente qualcosa di inatteso.
Prima, il party a Ibiza dopo la sconfitta del Chelsea in finale di FA Cup poi la visita al buffet della sala stampa nell'intervallo della gara col Watford.

conte

In questi giorni, dal ritiro della nazionale spagnola emerge un ulteriore particolare.
Diego, in seguito ad un sms inviato collettivamente da parte di Conte con la richiesta di presentarsi in forma al ritiro estivo, risponde in maniera sgarbata facendo traboccare quell'ultima goccia che lo legava a Londra.
La risposta del tecnico non si è fatta attendere e sembra che il testo sia pressapoco questo:

"Ciao Diego, spero tu stia bene. Grazie per la stagione che abbiamo passato insieme. In bocca al lupo per il prossimo anno ma non rientri nei miei piani"

Ritorna cosi in auge il vecchio desiderio di tornare a Madrid, ma l'Atletico ha il mercato bloccato fino a gennaio e nell'anno che porta ai Mondiali, Diego sa bene che non può permettersi sei mesi di inattività.
Il Milan sonda il terreno, ma la richiesta del giocatore di avere 11 milioni di euro all'anno hanno fatto da subito desistere la dirigenza rossonera.
Il Chelsea, inoltre, non ha nessuna intenzione di svendere il giocatore ed è disposto a lasciarlo in tribuna fino a che non si presenti una proposta convincente.



"José Luis Mendilibar, il suo tecnico al Valladolid, sosteneva che avesse in sé della mala leche, un’espressione volgare che indica il latte cattivo ricevuto da un neonato. Il concetto è chiaro: l’atteggiamento negativo di Diego Costa è dentro di lui, da sempre e per sempre. Come se quel serpente l’avesse morso."

(Cit. http://www.ultimouomo.com/perche-odiate-diego-costa/)





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Team Fantarev